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Normativa droni – Il passaggio dalla normativa ENAC a quella EASA

normativa droni da enac a easa

Normativa droni

Dal 30/12/2020, la normativa sui droni utilizzata in Italia di ENAC, è stata sostituita dalla normativa europea sui droni, rappresentata dal Regolamento d’Esecuzione (UE) 2019/974, noto anche come regolamento EASA (European Union Aviation Safety Agency).

Il presente post tratta in dettaglio dell’analisi della normativa Europea EASA.

Normativa droni Europea EASA

Fino al 29/12/2020, era in vigore la normativa ENAC “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto – Ed.3, Emendamento 1 del 14 luglio 2020“. In questa normativa erano riportate le norme che ogni pilota di droni doveva rispettare.

A decorrere dal 30/12/2020, come già detto, è in vigore la normativa EASA, che ha introdotto delle modifiche sostanziali, passando dal principio di operatività, come discriminante tra i diversi requisiti per pilotare un drone (nel regolamento droni ENAC), al principio del rischio previsto dal regolamento EASA.

Essenzialmente, il regolamento droni europeo, individua e definisce tre diverse categorie di operazioni con i droni:

  • Aperta – Open (per le operazioni a basso rischio),
  • Specifica – Specific (per le operazioni a medio rischio),
  • Certificata – Certified (per le operazioni a alto rischio).
EASA - regolamento droni Categorie

EASA – regolamento droni Categorie

Categoria Aperta – Open

I principali aspetti che regolano la categoria “Aperta” sono i seguenti:

  • include tutti i droni fino a 25kg di MTOW (MTOW – Maximum Take Off Weight – Massimo peso al decollo),
  • consente di volare fino a 120 metri suolo e non oltre,
  • consente il volo in VLOS (Visual Line of Sight – volo entro la linea visiva con contatto visivo col drone),
  • il pilota deve avere almeno 16 anni,
  • il volo deve avvenire a distanza dalle persone,
  • impedito il volo nelle no fly zones,
  • l’operatività non implica la richiesta di autorizzazioni,
  • il drone deve avere marchio CE (aspetto questo in fase di attuazione),
  • consente il volo in FVP (First Person of View – volo attrarverso dispositivi tipo visori), con osservatore ausilio di un esterno.
Easa Categoria Aperta - requsiisti base

Requisiti base categoria Aperta da rispettare

In riferimento al marchio CE, i velivoli devono avere un marchio “aggiuntivo”, in relazione alla classe di appartenenza, ovvero le seguenti classi di prodotto:

Classi Droni Categoria Aperta

Classi prodotto – Categoria Aperta

I droni appartenenti alla categoria “Aperta” inoltre devono:

  • avere funzione geo-consapevolezza ovvero segnalazione di allarme in relazione a situazioni di prossimità,
  • avere un sistema trasmissione remota dell’id, per l’identificazione remota del drone.

Sottocategorie della categorie Aperta

In pratica nella categoria Aperta, ricadono tutte le operazioni a basso rischio (e quindi droni fino ad un certo MTOW). La categoria “Aperta” include tre sottocategorie A1, A2 e A3 con limitazioni operative.

In relazione al tipo di sottocategorie di appartenenza è quindi possibile volare in prossimità di persone ma sempre in VLOS, ma non su assembramenti di persone.

EASA Tabella Riassuntiva Norme Categorie A1 A2 2 A3

Tabella Riassuntiva – Limitazioni e requisiti © 4mydrone – Drone Edu

La tabella fornisce quindi i criteri e le limitazioni per ogni categoria, nonché i requisiti che debbono essere soddisfatti.

Categoria A1

Nella categoria A1 ricadono tre sottoclassi: veicoli di costruzione privata, la classe C0 e la classe C1.

Quindi, se ad esempio, se con il proprio drone si è nella classe C1 si, valgono le seguenti limitazioni e debbono essere soddisfatti i seguenti requisiti:

Limitazioni:

  • peso del drone compreso tra 250 gr e 900 gr,
  • Impossibilità a volare su persone non coinvolte, proibito volo su assembramenti di persone, con modalità Follow me attiva – max distanza dal pilota 50 m.

Requisiti richiesti:

  • formazione conoscenza del manuale utente, aver seguito il corso di formazione online e superato esame teorico,
  • età: Avere 16 anni,
  • requisiti tecnici del drone: manuale utente, informativa EASA, max velocità orizzontale 68 km/h, nessun bordo affilato, limiti altitudine selezionabili, forza meccanica, gestione perdita Data Link, livello potenza sonora, avviso livello basso batterie, luci,
  • geo-consapevolezza: attiva,
  • id remota: richiesta, con numero di serie unico conforme alla norma ANSI/CTA2063,
  • immatricolazione dell’operatore: richiesta.

Le informazioni sopra riportate sono desumibili dalla tabella:

EASA Regolamento Droni Categoria A1-Open

Regolamento EASA – Categoria Aperta – Sotto categoria C1 – © Drone Edu

E così via.

Categoria A2

Nella categoria A2, ricade la classe C2, con droni il cui peso è compreso tra 900 grammi e 4 Kg. Le limitazioni e i requisiti richiesti sono i seguenti:

EASA Categoria A2 Contenuti

Categoria Aperta – Sotto categoria C2 – © Drone Edu

La peculiarità di questa categoria è che con il drone è possibile volare vicino alle persone ma non sopra!

Categoria A3

La categoria A3, comprende tre classi: A3, A4 e costruzione privata. La tipologia di droni-UAV che ricade in questa casistica ha un peso al decollo compresa tra i 4 e i 25 Kg. I droni appartenenti a questa categoria, tassativamente, in quanto appartenenti alla categoria “Aperta”, possono volare solo lontano dalle persone.

La lettura dei vincoli e requisiti è analoga a quella descritte nelle sotto categorie precedenti.

EASA Regolamento Droni Categoria A3

Sotto categorie C3 e C4 della Categoria Aperta – © Drone Edu

Da notare che il vincolo di età per il pilotaggio fissato dalla categoria Aperta è 16 anni fatta eccezione per i droni giocattolo.

E’ bene anche chiare che per persone non coinvolte, più volte menzionate come limitazione al volo nelle varie sottocategorie della categoria “Aperta” sono da intendersi quelle persone che trovandosi nelle vicinanze non sono coinvolte con le operazioni di volo (persone che sostano o passeggiano nelle vicinanze, etc.). quindi il pilota prima di volare deve ben valutare la situazione ed evitare di volare su persone appunto non coinvolte.

Categoria Specifica – Specific

La categoria Specifica, interessa le operazioni di volo più specializzate e include anche quei casi non facenti parte della categoria “Aperta”. In altre parole se l’attività da svolgere con il drone non ricade in quelle previste dalla categoria “Aperta”, l’operatore dell’UAS (drone) è obbligato a chiedere una autorizzazione all’autorità competente del paese dove l’UAS è immatricolato.

I voli nella categoria Specifica – autorizzati – come specificato dal regolamento di attuazione, consentono anche il volo sopra i 120 metri, la possibilità di volo fuori dl campo visivo del pilota – BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight – Oltre la linea visiva senza contatto visivo col drone), sopra assembramenti di persone e in aree aeroportuali non controllate (F e G) e controllate.

normativa droni categoria specifica limiti

Normativa droni Categoria specifica – Limiti  – © Drone Edu

Come già detto, tutto questo deve essere autorizzato dall’autorità competente, presentando una richiesta di autorizzazione.

Tuttavia la fine di snellire sia gli aspetti burocratici che per consentire lo svolgimento di quelle operazioni semplificate, che ricadano in uno degli scenari standard, con limitazioni simili a quelle della categoria Aperta è possibile svolgere l’attività con il drone senza richiesta di autorizzazione operativa.

La tabella seguente pone quindi in evidenza sia i requisiti operativi, il tipo di autorizzazione e le limitazioni richieste nella categoria Specifica.

Requisiti Categoria Specifica

Tabella Requisiti Categoria Specifica – © Drone Edu

La necessità di immatricolarsi nello stato membro in cui risiede l’operatore UAS  è quindi fondamentale, per lo svolgimento di tutte le operazione nella categoria Specifica.

Ai fini delle operazioni da svolgere nella categoria Specifica ci limitiamo ad esaminare le prime due: operazioni con rischio e operazioni in scenari standard STS01 e STS02.

Operazioni categoria specifica con rischio

Per le operazioni che presentano un rischio più elevato, deve essere effettuata, da parte dell’operatore UAS, la valutazione dei rischi approfondita – SORA (Specific Operations Risks Assessment).

Lo scopo della SORA è quindi quello di individuare i requisiti che devono essere soddisfatti al fine di garantire la sicurezza delle operazioni. Si tratta quindi di un processo a più fasi che traguarda sia l’individuazione dei rischi relative alle operazioni svolte attraverso un velivolo senza pilota, nonché all’individuazione delle misure volte alla mitigazione dei rischi.

La SORA, deve essere presentata all’autorità competente. Se approvata sarà possibile effettuare quindi le relative operazioni.

Scenari Standard

Con il regolamento europeo, attraverso l’opinion 5/2019, EASA propone due scenari standard STS1 e STS2. Che definiscono le condizioni operative e entro cui l’operator UAS può’ iniziare le operazioni dopo aver presentato una dichiarazione all’autorità competente.

Scenario standard STS01 (marchio classe C5)

Lo scenario STS01 prevede le seguenti limitazioni:

  • operazioni in VLOS,
  • massima altezza volo 120 mt,
  • MTMO < 25 Kg,
  • velocità massima di 5 m/s se non vincolato,
  • no volo su assembramenti di persone
  • area delle operazioni controllata (area urbane),
  • area controllata dovrà essere definita dall’operatore al fine di garantire il non volo su assembramenti di persone.

Scenario standard STS02 (marchio classe C6)

Lo scenario STS02, che include rischi intrinseci maggiori dello scenario STS1, prevede le seguenti limitazioni:

  • operazioni in VLOS (1 km esteso fino a 2Km con osservatore) e BLOS
  • massima altezza volo 120 mt,
  • MTMO < 25 Kg,
  • velocità massima di 50 m/s,
  • no volo su assembramenti di persone
  • area delle operazioni controllata (e scarsamente popolata).

Le operazioni in scenario STS2 potranno quindi essere svolte su aree più ampie e con minori limitazioni riguardo alla velocità.

Considerazioni sui scenari standard

I requisiti delle classi C5 e C6 dei scenari standard, derivano dall’ampliamento dei requisiti della classe C3 della categoria Aperta.

Gli scenari standard quindi si prestano per lo svolgimento di quelle attività come aerofotogrammetria, ispezioni e rilievo con drone.

Si evidenzia ancora che in base al regolamento europeo EASA sui droni, lo svolgimento di operazioni con drone negli scenari standard necessitano quindi di una dichiarazione e non necessitano di autorizzazione se sono soddisfatti i requisiti previsti dagli scenari standard stessi.

Categoria Certificata – Certified

La categoria Certificata, interessa le operazioni di volo ad alto rischio, relative ai droni di dimensioni e perso maggiori, ed i principali aspetti che regolano questa categoria sono i seguenti:

  • sorvolo su assembramenti di persone,
  • trasporti merci pericolose,
  • trasporto persone,
  • autorizzazione soggetta a valutazione dei rischi,
  • prescrizioni operative in relazione al tipo di operazioni da svolgere,
  • certificato di pilota remoto,
  • attestato di navigabilità del drone.

Come si può facilmente intuire si tratta di un iter autorizzativo e operativo legato veramente ad attività molto specifiche che esulano i droni commerciali quelli professionali.

In sintesi

Quanto esposto nei precedenti paragrafi relativamente al regolamento EASA sui droni è sintetizzato nelle seguenti info-grafiche:

Regolamento Europeo Droni Easa Infografica 4mydrone

Regolamento Europeo droni EASA – Infografica © 4mydrone – Drone Edu

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Regolamento Europeo Droni Easa Infografica Ctg Aperta 4mydrone

Regolamento Europeo droni EASA – Ctg Aperta – Infografica © 4mydrone – Drone Edu

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Regolamento Europeo Droni Easa Infografica Catg.specifica 4mydrone

Regolamento Europeo droni EASA – Catg. Specifica – Infografica © 4mydrone – Drone Edu

Normativa droni – eBook

Al fine di facilitare la comprensione di diversi aspetti normativi legati all’uso dei droni-UAS, con lo scopo di accrescere il know-how dei lettori e fornire una possibilità di approccio corretta ai droni e all’ecosistema correlato, Drone Edu ha realizzato l’eBook “Guida alla normativa sui droni“, disponibile per il download.

L’eBook riporta il quadro normativo attuale e pone in risalto gli aspetti fondamentali che ogni pilota di droni, deve tenere bene a mente. Al fine di fornire al lettore un quadro il più completo possibile, accanto agli aspetti normativi, l’eBook, riporta anche le sanzioni previste per i piloti inadempienti verso i diversi aspetti della normativa.

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Crediti: Le immagini e le tabelle e le infografiche riportate nel post, sono state realizzate da 4mydrone (di proprietà di Drone Edu), e pubblicate sul sito 4mydrone.com dal gennaio 2020. L’immagine di copertina dell’eBook “Guida alla normativa sui droni”, riportata nell’articolo è stata realizzata da Drone Edu.

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